CISL FP : Lettera aperta al direttore generale ASL Salerno

Pietro Antonacchio
Pietro Antonacchio Segretario Generale della CISL FP di Salerno

 

LETTERA  APERTA AL DIRETTORE GENERALE ASL SALERNO

“L’onere più grande dell’attuale direzione dell’ASL Salerno – afferma Pietro Antonacchio Segretario Generale della CISL FP di Salerno – sarà quello di creare e costruire dopo quasi un decennio un’azienda unica. Mettere regole  e farle rispettare. Non è una cosa facile ma è una opportunità unica, poiché la crisi complessiva del settore sanitario quest’estate ha mostrato tutte le sue contraddizioni. Ora o mai più e buon lavoro

La scrivente, come ribadito nella riunione del 9 agosto u.s., ritiene utile approfondire quelle considerate materie da trattare con priorità , in considerazione che l’obiettivo fondamentale, il cui onere cade essenzialmente sull’attuale gestione , è quello di creare e di costruire concretamente una azienda unica denominata ASL Salerno.

Questa è la prima ed essenziale priorità tra tutte, poiché nei fatti e allo stato attuale, L’ASL – Unica  – Salerno ha assunto una fattispecie “unica” nell’essere e sempre più caratterizzarsi quale  “Repubblica Federata” a se stante e senza una “carta dei diritti e dei doveri”, in cui confluiscono 2 dipartimenti, 10 ospedali e 12 distretti sanitari, i quali autonomamente gestiscono istituti contrattuali, interpretano le norme e le applicano in maniera differenziata ed estemporanea, spesso in palese contrasto con logica e buon senso.

Non per spirito di polemica, alla luce del fatto che nessuna delle questioni che si andranno ad analizzare possono essere imputate all’attuale direzione, solo ed esclusivamente al fine di contribuire a dare una visione globale per meglio inquadrare lo stato dell’arte, mi preme sottolineare almeno due aspetti che mostrano la disomogeneità e difformità di trattamento giuridico ed economico tra operatori.

Tali circostanze si determinano a seguito di una interpretazione unilaterale da parte della dirigenza nell’applicazione di alcuni istituti, frutto di una logica che contrasta con le elementari regole di giudizio e buon senso, fatto tanto più grave quanto più l’interpretazione, l’elaborazione e la determinazione delle norme contrattuali, rimane in capo al singolo e non viene almeno dibattuta in un confronto sulla materia, nonostante la stessa sia demandata a tale modalità dalle norme contrattuali di riferimento.

Ciò che accade al Presidio Ospedaliero di Nocera/Pagani è emblematico e si invita a dare un immediato segnale nel rimuovere tale ostacolo.

Nella peregrina ipotesi che si intenda fare assurgere tale struttura a  “laboratorio sperimentale” in cui lasciare al libero arbitrio della dirigenza sanitaria ed amministrativa la interpretazione e applicazione delle norme relative all’orario di lavoro, si abbia almeno il coraggio di obbligare tale presunta interpretazione normativa in tutti gli altri presidi, presumibilmente dopo ampio dibattito sulla materia, al fine che si possa uniformare tale modalità applicativa, se e qualora  ritenuta la migliore.

Dapprima si sono utilizzati turni senza alcuna sequenza di matrice definita, e ora si impongono turni in ottemperanza al debito “orario mensile”, nel mentre tutti sanno che nella turnistica rotatoria sulle 24 ore, bisogna definire un tempo di verifica a conguaglio, poiché  sono in tale evenienza è possibile verificare il rapporto corretto tra debito e credito orario.

Purtroppo solo nel presidio di Nocera/Pagani si obbliga al pedissequo rispetto del debito  orario mensile sulla turnistica rotatoria sulle 24 ore, la qualcosa elimina la matrice di base, accavalla giornate lavorative a riposi, costringe a non avere una pianificazione certa ed attendibile mensile dei turni.

La cosa diventa strana allorquando, nel mentre si sta discutendo sulla regolamentazione dell’orario di lavoro, materia demandata al confronto negoziale, improvvisamente cade il silenzio e tutto tace.

Viene quindi da pensare: è l’azienda che non vuole regolamentare tale istituto ovvero qualcuno pensa ancora che in assenza di regole è possibile espletare un ruolo, amministrare una azienda complessa, dare trasparenza e legittimità al lavoro di ognuno, rafforzandone la dedizione, la sicurezza e il senso di appartenenza.

Purtroppo come si è solito dire, tra il debole e il forte, la libertà uccide.

L’unica vera libertà è il rispetto della regola, e chiunque non le vuole definire ovvero colui che non concorre a rimuovere tale stato, vuole soggiogare gli individui ovvero contribuisce a tale condizione, stato di cose intollerabile all’inizio del terzo millennio.

Quindi una priorità potrebbe essere la regolamentazione dell’orario di lavoro, al fine di dare un’indicazione complessiva cui tutti devono adeguarsi, dare uniformità ad un istituto e una  legittimità interpretativa alla sua applicazione, poiché attualmente il tutto è deputato all’interpretazione dei singoli, ma soprattutto di esclusiva competenza del sistema informatico di rilevazione, con cui non si può interagire, poiché qualsiasi macchina senza la guida umana è una entità inutile.

Altro aspetto rilevante di difformità salariale è la attribuzione della parte variabile del coordinamento, poiché in  una presunta unica filiera produttiva, in alcune strutture la si eroga e in altre la si nega.

Poiché tale aspetto più volte rappresentato in ogni sede non è stato ancora risolto, ovviamente in uno alla scrivente, chiunque non abbia contribuito alla risoluzione della materia, dovrebbe come minimo vergognarsene, consapevole che tanto più è marcata la difformità, tanto più aumenta il senso di mancato riconoscimento, da parte dei lavoratori interessati, della rappresentanza sindacale, incapace di rimuovere tale ingiustizia.

Altro  aspetto sul  quale si ritiene di dover intervenire nell’immediato è relativo alle fasce.

Il percorso sulle progressioni economiche orizzontali deve essere immediatamente portato a conclusione, a tutela di quanti non hanno avuto il riconoscimento o per mancata anzianità di servizio ovvero poiché transitati da altre aziende in data successiva al 31/12/2015, nonostante una anzianità di servizio utile quale requisito necessario per acquisire tale beneficio.

Inoltre sarebbe opportuno nell’immediato anche affrontare le problematiche relative al reclutamento del personale, approfondendo le specifiche realtà aziendali e le tipologie delle carenze esistenti per prevederne un adeguamento, che potrebbero nel breve periodo essere affrontate secondo le linee guida regionali sugli standard previsti, e risolte con la definizione della dotazione organica necessaria a garantire i livelli essenziali di assistenza.

Inoltre si deve immediatamente risolvere la problematica relativa ai lavoratori che aspettano da svariati anni  il passaggio da part time a full time, legittimo e previsto dal contratto nazionale, nonostante che per le stesse figure si richiedono, si espletano e si pagano centinaia di migliaia di euro di lavoro straordinario.

Altra priorità è la regolamentazione degli istituti per l’attribuzione di incarichi e di funzioni, al fine di eliminare la continua e continuativa poca trasparenza dei dispositivi di assegnazione di tali mansioni, poiché generano confusione tra tutti i lavoratori, nel mentre una loro  trasparenza applicativa permetterebbe, almeno nelle aspirazioni, di valorizzare merito e competenza.

E’ inutile sottolineare la necessità di costringere la piena esigibilità di tutti gli istituti economici così come regolamentati in specifici accordi sottoscritti – es. disagio pericolo e danno – poiché ancora non vi è la completa attribuzione delle indennità previste e normate in contrattazione integrativa aziendale, come è altrettanto fondamentale regolamentare tutti gli istituti economici che generano una ripartizione di quote, quale produttività, ALPI e progettualità varia, poiché su tali istituti vige l’obbligo della contrattazione integrativa.

Ognuno di tali aspetti deve essere affrontato in apposite sedute monotematiche, consapevole che le materie sono complesse per la particolare complessità della nostra azienda.

Per tale semplice ragione bisogna da subito cominciare.

In attesa dell’avvio del confronto negoziale e sicuro di un rapido riscontro della presente, si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti.

Comunicato Stampa

Il Segretario Generale

Pietro Antonacchio

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