Toghe lucane bis, chiuso il processo a Catanzaro

Ennesimo flop giudiziario che vedeva come parte offesa il pm Henry John Woodcock

Si chiude con due condanne e otto assoluzioni il processo Toghe Lucane bis celebrato dinanzi al Tribunale di Catanzaro.

I giudici calabresi hanno condannato a un anno e 8 mesi l’ex sostituto procuratore generale di Potenza, ora in pensione, Gaetano Bonomi per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio; due illeciti che esulavano comunque dal campo delle impostazioni originarie dell’accusa da cui l’ex sostituto pg di Potenza è stato assolto con formula piena. Condannato a 1 anno e 4 mesi l’imprenditore Ugo Barchiesi per corruzione.

A dare il via alle indagini, sfociate poi in un processo, alcune denunce anonime con cui si calunniava il pm Henry John Woodcock, all’epoca dei fatti in servizio a Potenza e attualmente a Napoli, in cui erano anche contenuti i tabulati telefonici del pm e quelli della giornalista Federica Sciarelli per accreditare l’ipotesi che lo stesso Woodcock fornisse notizie riservate alla conduttrice della trasmissione di Rai 3 ‘Chi l’ha visto?’ ed al conduttore di Annozero, Michele Santoro.

L’ipotesi dell’accusa  era l’esistenza, a Potenza, di un’associazione segreta che, grazie all’acquisizione di notizie riservate su inchieste in corso, intendeva «evitare, indirizzare o bloccare lo svolgimento delle indagini nei confronti di soggetti appartenenti all’avvocatura, all’imprenditoria ed alla politica lucana, nonché ad altri apparati istituzionali tra i quali l’Arma dei carabinieri».

Tra i coinvolti, e oggi assolti con formula piena, Modestino Roca (all’epoca dei fatti sostituto procuratore generale di Potenza); l’allora pm di Potenza Claudia De Luca; il maresciallo della Guardia di Finanza Angelo Morello, difeso dall’avv. Cinzia Morello; l’ex agente del Sisde Nicola Cervone; i carabinieri Antonio Cristiano e Consolato Tino Roma; l’autista della Procura generale di Potenza Marco D’Andrea e l’ispettore di polizia Leonardo Campagna.

I magistrati Henry John Woodcock, Alberto Iannuzzi, Vincenzo Montemurro, Anna Gloria Piccininni e l’ex procuratore della Repubblica di Potenza, Giuseppe Galante si erano costituiti parti civili. Tuttavia il processo si è chiuso con la  reiezione delle istanze risarcitorie formulate dalle parti civili.

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