Don Merola: “Coronavirus? lo Stato pensi a chi non ha un pc”

NAPOLI. “L’istruzione è un diritto di tutti, lo Stato pensi a chi non ha un computer a casa”. E’ l’appello alle istituzioni di don Luigi Merola, il sacerdote che da circa dieci anni dirige la fondazione di recupero minorile A’ Voce d’è Creature a Napoli, nel quartiere Arenaccia. La fondazione ha sede in bene confiscato alla camorra e si occupa del recupero di circa cento bambini della zona est di Napoli. “Subito dopo l’emergenza – racconta don Merola – con l’aiuto degli educatori, abbiamo attivato delle lezioni on line per intrattenere i bambini. Ma qui – continua – non tutti possono permettersi un computer. La maggior parte dei nostri piccoli allievi hanno alle spalle storie difficili, di degrado, di povertà. Qui all‘emergenza Coronavirus si somma l’emergenza sociale. Questi bambini non possono essere lasciati soli, soprattutto in un momento di crisi come questo”. Dunque è necessario intervenire subito. “Noi stiamo facendo la nostra parte – tiene a precisare don Merola – ma è necessario anche l’impegno delle istituzioni, della società civile”. La fondazione ha già avviato una raccolta per l’acquisto di computer e attività didattica. “Non potevamo certo restare a guardare – racconta amareggiato il sacerdote – mi sono sentito con gli educatori via skipe e abbiamo organizzato la raccolta. Chi vuole contribuire può contattare la segreteria della fondazione via email. Naturalmente – conclude –  speriamo anche in un intervento delle istituzioni pubbliche. Perché in queste zone dove non arriva lo Stato, arriva la Camorra”.

Vincenzo Rubano

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