Dora L. Anne: il piacere della scrittura

Dora L. Anne,
dal suo account Instagram

Dal diritto alla pubblicazione dei romance

Con la prima intervista del 2026 vi invito a scoprire una scrittrice romantica e di grande talento: Dora L. Anne nei suoi scritti esplora le emozioni legate all’amore, creando un percorso narrativo che è sia romantico che riconoscibile. In questo piacevole dialogo ci avviciniamo al suo modo di raccontare e al suo viaggio come autrice, seguendo le tracce che le sue parole lasciano dietro di sé. Ha già pubblicato oltre venti romanzi e il suo prossimo libro uscirà a marzo, pronto per essere presentato al Festival del Romance di quest’anno in formato cartaceo. Continuate la lettura per scoprire le sue risposte e per immergervi in questo affascinante universo letterario.

La cover di “Se solo ci fosse la neve”,
dal suo account Instagram

Salve Dora, grazie per aver accettato il mio invito. Ricorda il giorno in cui ha scritto la sua prima storia? Le andrebbe di condividere con noi da dove è nata l’esigenza di raccontare l’amore? Sono una ragazza romantica, forse troppo innamorata dell’amore che si legge nei libri. Da qui nasce la passione sviscerata per la lettura e ogni forma di parola scritta. Citazioni, poesie. Prima di essere autrice sono innanzitutto una gran lettrice, una di quelle che non smetterebbe mai di tuffare gli occhi in un buon romanzo. Vivo a Reggio Calabria, nel punto più a sud dell’Italia, proprio a due passi dal mare. E prima di dedicarmi alla scrittura a tempo pieno, laureata in giurisprudenza, facevo l’avvocato. Vi è mai capitato di non sentirvi nel posto giusto? Di avere l’impressione di soffocare? A me è successo, per cui ho fatto un bel respiro, uno di quelli profondi, e ho deciso di cambiare vita, complici delle vicissitudini su cui preferiscono non soffermarmi. La mia prima storia è legata a un viaggio che ho fatto. Stavo volando verso New York e, come spesso accade, le ore in aereo sembravano interminabili. Così ho cominciato a scrivere, lasciandomi ispirare proprio dalla mia meta, la città che non dorme mai. I personaggi hanno preso forma quasi da soli e i primi capitoli li ho scritti con gli occhi a cuore. L’aereo alla fine è atterrato, ma la mia mente è rimasta tra quelle nuvole. La voglia di scrivere da quel momento non mi ha mai lasciata. La porto con me da allora. I miei romanzi nascono da tantissime cose, spesso dettagli. Un sogno, un ricordo, un’esperienza vissuta davvero. Tutti conditi da un bel po’ di romantica fantasia. E tirarli fuori è enormemente liberatorio. Quasi una necessità.

Qual è il suo momento preferito del processo creativo e quale invece trova un po’ noioso? Il momento che più preferisco è quando i personaggi diventano parte di me, s’insinuano tra cuore e mente, e risultano così reali da sembrare vivi. Mi piace farli innamorare. Vederli piangere, sorridere, contorcersi tra mille emozioni. La strada per il lieto fine, si sa, è lunga e tortuosa. Però ripaga sempre chiunque, specie chi la cerca con fiducia. Il momento più noioso? Senza dubbio l’editing. Rileggere il romanzo mille volte per rendere onore ai lettori è doveroso, un obbligo su cui non transigo. Ma è anche decisamente sfiancante.

Ha mai sperimentato il blocco dello scrittore? E come consiglierebbe di superarlo a chi è agli inizi? Non ho mai conosciuto il blocco dello scrittore. Né quello del lettore, figuriamoci: i libri li divoro. A chi invece si trovasse in questa situazione, consiglio di non avere fretta e di prendersi una pausa. La scrittura, così come la lettura, dev’essere sempre un piacere. Mai un obbligo.

Qual è il suo romanzo preferito tra quelli che ha scritto e il personaggio a cui è più affezionata? Tutti i miei romanzi sono piccoli pezzi di cuore. Non ne ho uno preferito: sarebbe come tradire gli altri. Ognuno è speciale a modo suo, per tante ragioni. Il periodo di tempo in cui è nato, le emozioni che mi ha regalato mentre scrivevo, il messaggio silenzioso che continua a sussurrare a chi legge.

E tra i libri di altri autori, qual è il suo titolo del cuore? Infine, prima di salutarci, c’è una particolare trope che vorrebbe esplorare e che potrebbe magari sviluppare in un prossimo lavoro? Tra i libri degli altri autori che amo, sento di citare tutti quelli di Sophie Kinsella. È grazie a lei se ho iniziato ad adorare questo genere di letture. È riuscita a farmi sorridere e sognare pagina dopo pagina e avrà sempre un posto speciale nel mio cuore, insieme alla mia più sincera gratitudine. Per quanto riguarda il futuro, non mi pongo limiti. Andrò dove vorrà portarmi l’ispirazione. È lei che comanda. Con la penna stretta in mano, il cuore gonfio e tanta voglia di emozionare ogni lettore.

Incredibili emozioni vi aspettano tra le pagine dei suoi bellissimi romanzi. A presto readers!

Di Michaela Alfano

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