Un talento campano nella scena del cosplay

foto gentilmente concessa
Dai videogiochi ai personaggi che hanno segnato il suo percorso
Oggi voglio presentarvi un talentuoso cosplayer professionista partenopeo che è entrato in questa dimensione ormai dieci anni fa. Il suo nome è Ivan Nathan Esposito, ha appena compiuto trent’anni ed è originario di Torre del Greco. Si definisce un nerd da tutta la vita e, ovviamente, da appassionato di videogiochi, poteva non calarsi nei panni dei suoi personaggi preferiti? Quali? Per esempio Nathan Drake e Crash Bandicoot, ma i suoi cosplay sono davvero tanti, come Jack Skellington di Nightmare Before Christmas, il Mad Hatter di Alice in Wonderland, Black Spider-Man, Miles Morales, Symbionte e, ancora, un altro personaggio che fa impazzire tutti gli amanti del genere: l’agente governativo del franchise videoludico Resident Evil, Leon Scott Kennedy. Ma non posso non menzionare il Re scimmia Wukong, che ha letteralmente stregato i passanti durante il Comicon 2026 di Napoli. Dove incontrare Ivan per ammirare i suoi personaggi da vicino? Al Romics e al Be Comics. E, per gli amici di Salerno e provincia, c’è una notizia delle ultime ore: sarà l’ospite ufficiale dello Skin Art Tattoo Fest, con una zona meet & greet e un angolo foto dedicato. Non andate ancora via, perché ora arriva la parte migliore: sarà proprio Ivan (in arte Ivan Nathan Cosplay) a raccontarsi e a rispondere a tutte le curiosità in questa nuova intervista del mese.

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Benvenuto, Ivan! Entriamo subito nel vivo del suo mondo: qual è stato il suo primissimo cosplay? E passando da un personaggio come Nathan Drake, con il suo stile casual e atletico, a Sun Wukong, con la sua astuzia e agilità, quali sono state le sfide più grandi nell’interpretare due personaggi così diversi tra loro? Il mio primissimo cosplay è stato Altair da Assassin’s Creed nel 2013. Era veramente tanto raffazzonato e mischiava elementi provenienti da vari capitoli del franchise. Non sapevo nemmeno cosa fosse un cosplay ai tempi e non ero mai stato a una fiera. Lo definivo “Altair” perché era il più iconico, ma la verità è che era semplicemente un mischiotto. Solo successivamente, nel 2015, ho portato in fiera al Napoli Comicon il mio primo vero cosplay: Delsin Rowe da InFamous Second Son. Poi, successivamente, è arrivato Nathan Drake. Nathan è il personaggio simbolo della mia carriera da cosplayer. Sun Wukong? Sun Wukong è arrivato molto dopo. Avevo deciso di cambiare direzione e togliermi di dosso Nathan Drake per un po’. Volevo farlo in grande stile. Iniziai da una versione beta nel 2022 e, grazie a questo cosplay, sono arrivato alla finale nazionale del cosplay. È stata un’emozione incredibile! Successivamente, vista l’uscita imminente di “Black Myth: Wukong”, mi sono fissato sul voler portare una nuova versione del personaggio, il mio Dream Cosplay. La versione imperiale di Sun Wukong! L’esordio al Comicon è stato il più entusiasmante mai visto in fiera. Passare da Nathan Drake a Wukong è molto strano. Nathan è più vicino a me, ho un carattere molto simile al personaggio. Invece, per Wukong, è stato diverso. Ho dovuto studiare il personaggio a fondo. Andatura, gesti sporadici e peculiarità nei movimenti. È stato veramente bello poter provare qualcosa di così diverso.
Cosa prova quando si guarda allo specchio e si vede nei panni di un personaggio tanto amato come Leon Scott Kennedy? E quando lo interpreta, c’è qualche lato della sua personalità che riesce a esprimere attraverso quel personaggio? Leon Kennedy è una responsabilità. Quando ho scelto di portare in fiera per la prima volta questo personaggio, ho avuto paura. Non mi vedevo bene nei panni di Leon. Avevo ricevuto tanti feedback tiepidi da chi stava seguendo i WIP e le storie. Diciamo che, a fine lavori, fu tutto totalmente diverso. Arrivarono dei feedback molto buoni, fino a quando non decisi di creare la versione proveniente da Resident Evil 4 Remake. Fu una scelta azzeccata! Addirittura mi ritrovai sulle pagine di Capcom e, guardandomi allo specchio, pensai: “Hey, ma non ci sto così male”. Sono arrivato a interpretare la versione più matura di Leon, cioè la versione di RE Requiem. Devo dire che è la versione che preferisco di più tra quelle che ho realizzato. Lato della personalità che riesco a far emergere? Sicuramente la sicurezza. Interpretando Leon mi mostro spesso molto sicuro, serio e spazientito. Grazie a questo personaggio posso mettere in gioco emozioni e stati d’animo che raramente provo.
Essere un cosplayer “canonico” richiede una grande attenzione ai dettagli. C’è stato un particolare del costume che quasi nessuno ha notato, ma che per lei era fondamentale ricreare? E quando qualcuno nota proprio quel dettaglio, che soddisfazione prova nel vedere riconosciuto tutto il lavoro che c’è dietro? Dettagli fondamentali che nessuno ha notato? Mh… è difficile come domanda. Ho sempre cercato di ricreare quanti più dettagli possibili e spesso lo si nota. Forse proprio con l’ultima versione di Leon Kennedy mi è capitato di aggiungere un dettaglio che nessuno aveva notato inizialmente: l’armatura e le spalline in fibra di carbonio. Nelle storie sui social le notavano poco e ricevevo pochi commenti durante i WIP. Dopo avermi visto in fiera e dopo aver postato le foto definitive, tanta gente mi ha fatto i complimenti per questo dettaglio che io e pochi altri cosplayer al mondo abbiamo portato per primi. È stato veramente molto soddisfacente.
Da corregionale sono curiosa: com’è l’accoglienza per i cosplayer nella nostra regione rispetto al resto d’Italia? E c’è qualcosa delle sue origini campane che porta con sé quando interpreta i suoi personaggi? Io penso che la Campania sia la regione più calda d’Italia! L’affetto delle persone anno per anno cresce ed io non posso far altro che essere felicissimo. In giro per l’Italia si vedono tante cose bellissime e cosplayer super talentuosi! Spesso l’unica cosa che noto rispetto al Comicon, ad esempio, è che la gente sembra avere un freno… non so se mi spiego…
Non tutti, sia chiaro, ma è una differenza che noti dopo un po’. Il mio essere Partenopeo mi ha sempre aiutato in giro per l’Italia.
I Napoletani hanno l’abilità di rompere il ghiaccio in pochi istanti e saper interagire con tantissime persone senza mai trovarsi in difficoltà. Questa caratteristica la sfrutto spesso e nel percorso da cosplayer mi ha sempre aiutato a distinguermi e rendermi più spigliato e amichevole.
Se potesse entrare fisicamente in un videogioco, quale sceglierebbe e quale personaggio vorrebbe interpretare? Prima di salutarci, ci vuole raccontare una piccola anticipazione su un progetto futuro? Grazie per essere stato con noi! Entrerei fisicamente nel mondo di Crash Bandicoot. È tutto un delirio! Situazioni comiche, pericoli, battaglie mai scontate. Adoro l’universo di Crash e tutti i personaggi. Adoro anche le ambientazioni, le musiche e i richiami tiki. È veramente un mix pazzo di cose che mi piacciono. Poi ci entro soprattutto perché c’è il protagonista. Io adoro Crash! Progetti futuri? Mh… per il momento è presto per darvi informazioni a riguardo. Ma ultimamente sto pensando di entrare nel magico mondo delle maschere italiane. Vorrei interpretare i personaggi iconici delle nostre regioni in maniera molto particolare. Posso dire solo questo… Ovviamente non è niente di sicuro, sia chiaro, ma è una cosa che spesso torna a bussare alle porte della mia fantasia. Grazie a voi per avermi preso in considerazione per questa fantastica intervista! Un abbraccio forte a tutti.
Siete curiosi di vedere un suo cosplay da vicino? A presto readers!
Di Michaela Alfano
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