Dimensionamento scolastico, il Consiglio di Stato salva l’autonomia di Santa Marina-Policastro e respinge l’appello del Comune di Sapri
Dalla vittoria del Comune di Santa Marina davanti al Consiglio di Stato nel 2025 al nuovo rigetto dell’appello del Comune di Sapri: una vicenda giudiziaria, avviata durante l’Amministrazione Fortunato, che attraverso le pronunce di TAR e Consiglio di Stato ha finora confermato la legittimità dell’attuale assetto della rete scolastica.
Si aggiunge un nuovo capitolo alla vicenda giudiziaria relativa al piano di dimensionamento scolastico nel Golfo di Policastro. Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare presentato dal Comune di Sapri contro la decisione del TAR Campania che aveva già negato la sospensione dei provvedimenti relativi alla riorganizzazione della rete scolastica.
L’ordinanza della Settima Sezione, adottata nella camera di consiglio del 28 luglio 2026, conferma che non sussistono i presupposti per concedere la tutela cautelare richiesta dal Comune di Sapri. Secondo i giudici, infatti, manca il rischio di un danno grave e irreparabile tale da giustificare la sospensione degli effetti del piano.
Nelle motivazioni viene inoltre evidenziato come il provvedimento impugnato rappresenti l’attuazione di una precedente decisione del Consiglio di Stato già passata in giudicato, rendendo prevalente l’interesse all’esecuzione di quanto già stabilito dalla giustizia amministrativa.
Pur respingendo l’istanza, Palazzo Spada ha precisato che la Regione Campania potrà valutare eventuali nuove esigenze o criticità segnalate dal Comune di Sapri nell’ambito della predisposizione del piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2027/2028.
La vicenda in sintesi: dalle prime sentenze all’ultimo pronunciamento
L’ultimo pronunciamento arriva dopo una serie di decisioni che, negli ultimi due anni, hanno interessato il riassetto della rete scolastica del territorio.
Il primo passaggio decisivo risale al 2025, quando il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5511/2025, accolse definitivamente l’appello del Comune di Santa Marina, confermando la sentenza del TAR Campania che aveva riconosciuto la fondatezza delle ragioni dell’Ente nella controversia sul dimensionamento scolastico.
I giudici di Palazzo Spada stabilirono che, al momento dell’adozione del piano regionale, l’Istituto Comprensivo “A. Manzoni” di Santa Marina-Policastro contava un numero di alunni superiore rispetto all’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di Sapri. Per questo motivo la Regione Campania, nel rispetto delle proprie linee guida, avrebbe dovuto disporre l’accorpamento dell’istituto di Sapri a quello di Santa Marina e non viceversa.
In esecuzione di quella sentenza, l’Ufficio Scolastico Regionale adottò il decreto relativo al piano di organizzazione della rete scolastica 2026/2027.
Contro tale provvedimento il Comune di Sapri presentò un nuovo ricorso al TAR Campania, sostenendo che il successivo incremento degli iscritti consentisse all’Istituto “Dante Alighieri” di mantenere l’autonomia scolastica. Il Comune chiedeva quindi la sospensione del decreto regionale e il ripristino dell’autonomia dell’istituto saprese.
Il Comune di Santa Marina si costituì in giudizio a difesa della legittimità del provvedimento regionale. Con l’ordinanza del 13 maggio 2026 il TAR Campania – Sezione di Salerno – respinse la richiesta cautelare, ritenendo il ricorso, in quella fase, privo dei necessari presupposti e sottolineando che il provvedimento impugnato costituiva l’esecuzione di un giudicato già formatosi.
L’ulteriore appello proposto dal Comune di Sapri davanti al Consiglio di Stato si è concluso ora con un nuovo rigetto, confermando anche in secondo grado cautelare l’efficacia dell’attuale assetto della rete scolastica.
La vicenda rappresenta l’ultimo capitolo di una lunga battaglia amministrativa e giudiziaria iniziata durante l’amministrazione Fortunato, che ha perseguito con determinazione l’obiettivo di mantenere l’autonomia scolastica dell’Istituto Comprensivo “A. Manzoni” di Santa Marina. Un percorso portato avanti attraverso i vari gradi della giustizia amministrativa e che, fino ad oggi, ha visto riconosciute le ragioni dell’Ente sia dal TAR sia dal Consiglio di Stato.
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